Dall’energia del vento fondi per 10 miliardi di euro

di Federico Rendina

Energie rinnovabili all’insegna del salasso nelle bollette degli italiani? Non con il vento, dicono gli operatori del settore. Pronti a giurare, cifre alla mano, che gran parte della nostra energia verde potrebbe puntare proprio sulle pale eoliche. Niente addizionali capestro sulle bollette, come quella da 10 miliardi l’anno imposta dai sussidi ai pannelli fotovoltaici distribuiti con ottime intenzioni ma con palesi errori. Al contrario: il vento promette di garantire risparmi in bolletta per 2 miliardi di euro nei prossimi 6 anni, e all’intera comunità benefici superiori ai 10 miliardi di euro da qui al 2035.

Certo, negli ultimi 12 anni, da quando esistono i meccanismi di incentivazione alle energie verdi, anche l’eolico ha drenato dagli italiani la sua quota di risorse (comunque una frazione rispetto a ciò che si è speso per il solare). Ma ecco il progresso tecnologico delle installazioni, con costi di investimento ridotti ad un terzo rispetto a cinque anni fa, da 3 milioni a 1 milione di euro a megawatt. Ecco la conformazione nostro territorio, che al contrario di quanto molti sostengono, offrirebbe ottime occasioni. Ecco, quindi, la redditività economica complessiva dell’energia dal vento.

Effetto combinato
Via dunque ai nuovi incentivi. Lo spazio e la convenienza ci sono eccome. La tesi, per la verità, è di parte. Viene dall’Anev, l’associazione imprenditoriale del settore. Ma trova conforto in uno studio commissionato agli analisti indipendenti di eLeMeNS. Che fondano la loro diagnosi su una dettagliata comparazione tra il valore dei sussidi e i ritorni in termini di sviluppo creato, dalle entrate fiscali garantite dal settore e la diminuzione dei prezzi medi dell’energia sul mercato attribuibili all’energia eolica.

Dalla ricostruzione storica di tutto ciò si ricava innanzitutto l’immagine di una discriminazione: dal 2002, quando l’Italia ha cominciato a carburare il sistema di sussidi per le energie verdi, il vento ha avuto una frazione delle attenzioni rivolte al solare, poco più di un quinto degli incentivi economici. Certo, con le tecnologie finora disponibili il vento non ha restituito molto di più, in termini di benefici, rispetto al solare. Ma è comunque costato agli italiani assai di meno: 3,26 miliardi di euro in tutto, tra il 2002 e il 2013. Il futuro? Tutt’altra cosa. Tecnologia mercato potrebbero garantire consistenti regali a tutti. «Lo scenario prospettico 2014-2035 indica – si legge nello studio – una copertura del 27% del costo totale di incentivazione derivante da gettito fiscale e misure compensative locali. Considerando anche il possibile effetto di riduzione del Pun (il Prezzo unico nazionale dell’elettricità che deriva dalla Borsa elettrica, n.d.r.) si stima un beneficio netto compreso tra i 3,16 e 4,28 miliardi di euro».

Tratto da ilsole24ore.com – Link originale